Chirurgia del cheratocono

Chirurgia del cheratocono

La terapia del cheratocono è valutata a seconda del livello critico a cui è già arrivata la degenerazione della cornea. Una volta stabilito se il cheratocono è allo stato iniziale o avanzato viene suggerita la terapia più appropriata tra cross-linking e Intacs. Se poi la malattia è ad uno stato troppo avanzato, la soluzione rimane, purtroppo, solo il trapianto della cornea.

CROSS-LINKING

Il cross-linking è un trattamento, non un intervento, che consiste nell’instillare delle gocce di vitamina B2 (Riboflavina) sulla cornea e, contemporaneamente, esporre la cornea ad una luce ultravioletta.
La procedura estremamente semplice consiste nel disepitelizzare la cornea mediante un tamponcino per poi metterla a contatto con le gocce di riboflavina. Poche gocce di anestesia locale sono sufficienti per procedere al trattamento. A conclusione si protegge la zona trattata con una lente a contatto terapeutica che viene rimossa dopo due o tre giorni.
Questa tecnica, avviata nel 1997 in Germania, ha preso piede negli ultimi anni in tutto il mondo.

La reazione chimica dei raggi UV-A che stimolano la riboflavina comporta un rafforzamento dei legami nel collagene corneale con un conseguente indurimento della cornea medesima. I primi studi hanno dimostrato che si riesce a bloccare l’evoluzione della malattia e, in molti casi, si verifica una diminuzione della curvatura della cornea (2 diottrie in media).
È un processo di “cementificazione” per contenere, per alcuni anni, l’estroflessione della cornea nei punti di maggiore debolezza.
Il trattamento cross-linking può essere combinato anche con l’intervento con gli anelli Intacs. In questi casi si possono anche ottenere risultati di stabilizzazione della cornea più a lungo nel tempo, e con una maggiore riduzione in diottrie del difetto astigmatico causato dal cheratocono.
Il trattamento è indicato anche a giovani dai 15 anni in poi.

 

INTACS

Gli Intacs altro non sono che due piccole protesi di materiale sintetico che vengono inserite nello spessore della cornea. L’intervento consiste nel praticare con il laser a femtosecondi, due canali di pochi micron di spessore, attraverso i quali verranno introdotti gli anellini intrastromali. La procedura richiede poche gocce di anestesia locale e richiede circa 10-15 minuti di tempo per l’esecuzione.
Fino a pochi anni fa, per praticare i canalini intrastromali, si doveva usare un bisturi per incidere la cornea e, attraverso l’incisione, separare gli strati interni con un apparecchio manuale piuttosto impreciso.

 

 

 

 

 

Oggi questo momento chirurgico è stato risolto in maniera sicura e precisa con l’utilizzo del laser a femtosecondi. L’attuazione dei due canali intr

astromali, attraverso i quali si inseriscono gli anellini, avviene in pochi secondi, senza alcun rischio e senza dolore, alla profondità desiderata nella cornea con una sicurezza assoluta. È compito del chirurgo, successivamente, inserire gli anellini. La procedura è terminata e sono richiesti solo pochi giorni di terapia con gocce di collirio.