Chirurgia del glaucoma

Chirurgia del glaucoma

L’atteggiamento degli oftalmologi attualmente è di tipo conservativo, ossia si prescrive una terapia medica che ha principalmente la funzione di ridurre la pressione intraoculare ad un livello che prevenga il danno del nervo ottico e che preservi la funzione visiva. Solo quando il glaucoma assume un andamento progressivo ed ingravescente, allora si procede alla terapia laser o alla chirurgia.
Recentemente si stanno sviluppando nuove tecniche chirurgiche meno invasive delle precedenti nella speranza che possano essere impiegate come prima scelta nei pazienti affetti come alternativa alla terapia medica.

 

 

 

TRATTAMENTO CHIRURGICO DEL GLAUCOMA

La terapia chirurgica può essere perforante o non perforante e può avvalersi di valvole o impianti. La tecnica perforante più nota è la trabeculectomia, essa crea una nuova ed artificiale via di deflusso per l’umore acqueo; le tecniche non perforanti sono la sclerectomia profonda con o senza impianto e la viscocanalostomia, tali metodiche sono volte a migliorare il drenaggio e quindi il funzionamento delle strutture di deflusso fisiologiche.
La trabeculectomia introdotta nel 1968 da Cairns è il trattamento chirurgico più largamente usato per il glaucoma. La trabeculectomia è nota anche come fistolizzante. L’intervento viene eseguito in anestesia locale e dura 15-20 minuti.

 

Lo scopo della chirurgia filtrante non perforante è quello di creare uno spazio che permetta un miglior drenaggio dell’umore acqueo nelle vie di deflusso tradizionali.
Sclerectomia profonda, trabeculectomia ab esterno, trabeculectomia non penetrante, viscocanalostomia: tutte queste sono tecniche non perforanti, caratterizzate dalla integrità della camera anteriore.
La sclerectomia profonda è la tecnica più in uso oggi. Si è osservato che le complicanze sono inferiori rispetto alla trabeculectomia e che il follow-up postoperatorio è semplificato.
Questo intervento richiede 20-25 minuti per l’esecuzione.