Lenti multifocali

Lenti multifocali

LE LENTI INTRAOCULARI MULTIFOCALI

Le IOL multifocali di ultima generazione sono la vera ultima novità che riguarda l’evoluzione dei cristallini artificiali.
Dopo molti tentativi durati anni in cui si è passati dalle lenti accomodative alle lenti difrattive, finalmente oggi la lente multifocale completa in modo soddisfacente questa necessità di vedere perfettamente bene da lontano e da vicino senza più l’utilizzo di occhiali correttivi.
Il malato a cui viene inserita, durante l’intervento di cataratta, la lente multifocale, torna per tutta la vita nelle condizioni di visione in cui si trovava a 20-30 anni quando ancora non necessitava di utilizzare, per la visione da vicino, la correzione da presbite.
Il vantaggio poi di queste lenti è ancora maggiore quando si pensa che con l’inserimento di questi cristallini artificiali si può anche correggere i difetti refrattivi di cui era portatore l’occhio; cioè possono essere corrette le miopie preesistenti, ma ancor di più le ipermetropie che associate alla presbiopia dell’età impedivano per il loro valore elevato di poter essere accuratamente operati con la pratica del laser.
Ancor di più oggi esistono lenti IOL multifocali toriche con le quali si possono correggere anche i difetti astigmatici associati.

 

I VANTAGGI DELLA FACO

I vantaggi della faco rispetto alle tecniche tradizionali sono parecchi.
Il paziente può lasciare la sala operatoria già pochi minuti dopo aver terminato l’intervento. L’occhio può non rimanere bendato, il paziente viene visto il giorno successivo all’intervento e dopo 2-3 giorni.  Il paziente dovrà instillare delle gocce di collirio nell’occhio operato per tre-quattro settimane.
In genere è consigliabile, nei primi giorni successivi all’intervento, non compiere sforzi fisici, non comprimere l’occhio, indossare degli occhiali scuri protettivi, applicare una mascherina protettiva durante le prime notti; per il resto il paziente può svolgere le sue normali attività.

 

 

In seguito all’intervento di cataratta si verifica la comparsa della “cataratta secondaria” ossia l’opacizzazione della capsula del cristallino. In verità trattasi di un deposito delle cellule morte dell’occhio che, appoggiandosi sulla vecchia capsula posteriore del cristallino naturale asportato, provocano un inspessimento della capsula medesima. Talvolta avviene dopo solo qualche mese dall’intervento, qualche altra volta si verifica dopo anni. Questo intervento genera una nuova sensazione di annebbiamento visivo con la perdita totale della capacità visiva. La risoluzione a questo problema è molto semplice: avviene in pochi secondi con la pulizia eseguita ambulatorialmente con un trattamento Yag-laser. Questo laser produce una vera e propria perforazione controllata della capsula posteriore consentendo nuovamente, in questo modo, il passaggi della luce.